La pedodonzia si occupa dell’odontoiatria dell’età infantile ed è molto importante durante il corretto sviluppo dei bambini.
Questa disciplina si occupa della prevenzione e della cura delle patologie cariose a carico degli elementi dentari decidui (denti da latte) e dei denti permanenti. Ma non solo.
Nel bambino in crescita viene seguito con particolare riguardo lo sviluppo delle ossa mascellari, la valutazione delle proporzioni corporee, la crescita ponderale, staturale, la valutazione della circonferenza cranica. Quando si rilevano precocemente anomalie di crescita trasversale del palato, spesso in difetto, queste vengono corrette con dispositivi di espansione fissi o mobili (vedi ortodonzia intercettiva).
Ma le anomalie possono riguardare anche la crescita delle ossa mascellari sul piano sagittale (antero – posteriore) ed anche in questi casi si deve intervenire il prima possibile con dispositivi ortodontici dedicati.
Alla base della prevenzione e della profilassi c’è un corretto programma di istruzione all’igiene orale che viene spiegato ai genitori, i quali iniziano a pulire con garze le superfici dei denti decidui (da latte) erotti in arcata, nell’età in cui il piccolo bambino non è ancora in grado autonomamente di spazzolare i propri denti.
Allo stesso modo i genitori devono essere attenti ad una corretta alimentazione evitando eccessi di zuccheri. E’ senz’altro d’aiuto un programma di fluoroprofilassi da concordarsi con il dentista e l’igienista.
Durante la crescita il bambino inizia ad utilizzare lo spazzolino prima come un gioco poi via via impegnandosi sempre più, istruito dai genitori i quali in questa fase controllano l’efficacia della tecnica di spazzolamento.
Va ricordato che nella giovane età si è più soggetti alla carie dentale ed è quindi importante la prevenzione (sigillatura solchi dentari – corretto spazzolamento dei denti, alimentazione corretta).
CHE COS’E’ LA CARIE DENTALE?
La carie è una delle patologie più diffuse a carico dell’apparato dentale e causa il danneggiamento degli strati di smalto e dentina che compongono la struttura del dente. Le carie vanno curate tempestivamente per evitare di compromettere gravemente l’elemento dentale. La carie è in stretto rapporto con la placca batterica.
La placca batterica è formata dalla aggregazione di batteri che aderiscono alle superfici dentali formando un biofilm che, se non rimosso, tende a contenere batteri sempre più aggressivi tipo streptococchi mutans, lactobacilli e altri.
La placca batterica depositata sui denti può svolgere un’azione chimica che, nei pazienti predisposti, disgrega lo smalto formando così una cavità (carie) all’interno del dente. Tale cavità, se non curata, può portare alla distruzione del dente stesso.
Anche i tessuti gengivali sono attaccati dalla placca batterica con possibile insorgenza di gengiviti e parodontiti.
Questa placca batterica deve essere rimossa con lo spazzolamento regolare e accurato delle superfici dentarie ma quando la placca si solidifica per azione di sali di calcio e fosfati diventa tartaro.
Il tartaro va rimosso dal dentista con apposita strumentazione.
Negli stadi iniziali della carie si esegue una cura conservativa in composito molto spesso utilizzando una TECNICA INDOLORE (SENZA STRUMENTI ROTANTI) che non richiede l’anestesia. A volte però la carie raggiunge in profondità la polpa dentaria innescando un processo infiammatorio (pulpite acuta), molto frequente nelle carie dei denti decidui data la caratteristica anatomica di questi elementi (polpa molto ampia e poca struttura dentinale).
In questi casi si esegue la terapia canalare, a meno che l’elemento dentario deciduo non stia per essere sostituito dal corrispondente permanente (sia cioè già in fase espulsiva).
A volte si creano processi infettivi importanti attorno ai denti decidui che possono estendersi anche ai denti permanenti ed in questi casi è più opportuno rimuovere chirurgicamente l’elemento deciduo.
In alcuni casi i denti decidui possono essere in anchilosi (denti fusi con l’osso che non si muovono) ed ostacolare o meglio impedire l’eruzione dell’elemento permanente corrispondente. Anche in questi casi è necessario rimuovere chirurgicamente il deciduo. In alcuni casi non così infrequenti si riscontra all’esame radiografico, OPT ortopantomografia o Rx endorale, la presenza di elementi dentari soprannumerari (uno o molti più elementi soprannumerari ritenuti o erotti). Anche in questo caso i soprannumerari vanno rimossi chirurgicamente perché impediscono in genere la corretta eruzione dei denti permanenti.
Nei casi gravi di affollamento dentario si possono estrarre alcuni elementi di solito già erotti per poter poi riallineare correttamente in arcata i restanti denti.
